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MUVet e ComBo! Comunità educanti Bologna

Articolo di Associazione MUVet / Pubblicato il 07/05/2024 su https://muvet.org/

A partire da ottobre 2023 abbiamo mosso i primi passi nel progetto ComBo! Comunità educanti Bologna. Siamo arrivati in questa primavera 2024 con delle novità, alcuni esiti legati a una prima fase di co-progettazione con minori e famiglie e una comunità intergenerazionale che danza con noi.

Facciamo dunque un punto su quanto realizzato per ComBO! progetto selezionato dall’impresa sociale Con I bambini nell’ambito del fondo per il contrasto della povertà educativa minorile.

Il progetto e i partner

ComBo! è un progetto di rete che rafforza legami tra enti del Terzo Settore attivi sul territorio bolognese sul tema dell’educazione diffusa. Sono coinvolti 7 soggetti (Archilabò, MUVet, Cantieri MeticciInstabile PortazzaSalvaiciclistiQB Quanto Basta e Fattoria Urbana) in dialogo con il Comune di Bologna – area Educazione Istruzione e Nuove Generazioni. Ogni associazione lavora a partire dalle proprie sedi, dislocate in Quartieri diversi della città, spazi generativi aperti a minori e famiglie grazie ad attività molteplici, laboratori e progettazioni condivise di eventi culturali ed educativi molto diversi tra loro. Obiettivo del progetto è condividere prospettive e strumenti, con un respiro comune attorno alle stesse tematiche di azione a sostegno delle relazioni educative (nella foto tutte le partner del progetto).

Quali azioni sono previste

ComBo! ha previsto una prima parte di coordinamento tra associazioni, una formazione attorno alle buone prassi elaborate da ogni ente coinvolto (ancora in corso) e delle azioni di co-progettazione con la cittadinanza volte alla realizzazione di interventi educativi e culturali, oltre ad eventi e dibattiti in dialogo con le istituzioni che riflettono su come modificare ciò che nell’ambito dei sistemi di Welfare culturale e di comunità potrebbe essere rafforzato, per rispondere sempre meglio alle necessità delle famiglie.

Punto di partenza del progetto sono proprio i bisogni degli adulti e dei bambini/e che creano le famiglie di oggi, non singoli nuclei ma complessi sistemi di relazioni adulti/bambini. Come MUVet ci siamo chieste quanto le relazioni intergenerazionali e tra pari possano essere sostenute dal fare artistico ed educativo condiviso, provando a essere insieme in occasioni di confronto e scambio che passano dal corpo e dalla condivisione di esperienze di movimento e creazione, dentro e fuori la sala di danza.

Cosa abbiamo fatto fino qui

Nell’ambito di ComBo! sono nati dunque i progetti Canopea e Leggere mossi che in maniera diversa ma complementare si occupano proprio di cura delle relazioni. Ci rivolgiamo alle famiglie in senso ampio, ci rivolgiamo alle persone e ci confrontiamo su relazione, contatto, mutuo sostegno, spazio pubblico, ricorrendo a libri illustrati e fotografici, suoni e ascolti attivi, esplorazioni di luoghi del patrimonio artistico della città, nell’ambito di incontri e dialoghi di movimento, uno scambio di esperienze tra adulti e minori non appartenenti necessariamente allo stesso nucleo familiare.

Canopea è un laboratorio di comunità aperto a persone tra i 12 e i 90 anni che indaga l’incontro tra generazioni e linguaggi artistici differenti. Come una canopea – volta arborea che riesce a intercettare la luce e tiene insieme varie forme di vita – questa cornice di lavoro ospita persone ed esperienze molteplici a costituire quasi un ecosistema che cura spazi e relazioni, esercitandosi all’arte involontaria, quella che nasce casualmente, nel quotidiano. Leggere mossi è invece un ciclo di laboratori di movimento per bambini e bambine tra i 3 e i 6 anni, accompagnati da uno o più adulti di riferimento: un modo per stare insieme “leggendo con il corpo” alcuni albi illustrati e fotografici che ci permettono di osservare il mondo con posture sempre nuove.  

cosa abbiamo raccolto

Gli incontri di co-progettazione si sono svolti tra ottobre 2023 e febbraio 2024 e hanno registrato la partecipazione di più di quaranta persone per Canopea e più di venti per Leggere mossi.

Da quanto raccolto nel corso degli appuntamenti con i più piccoli, è stato percepito come molto concreto il supporto offerto ai genitori/tutori: nell’arco dei tre incontri di Leggere mossi – svolti presso gli spazi di MUVet – si sono approfondite le tematiche legate alla genitorialità, all’essere figli e figlie di tutti/e e allo stare nel corpo insieme, scambiandosi spesso i ruoli o provando a giocare a sentirsi sempre diversi, ridendo dei limiti di ognuno e provando a superare alcune abitudini che spesso ingabbiano e complicano inutilmente la vita. Il quarto appuntamento, evento conclusivo del percorso, si è svolto a maggio, fuori dalla scuola di danza: l’appuntamento era nel parco urbano della Lunetta Gamberini, e lì si è svelata una comunità ancora più ampia da abbracciare che ha molto bisogno di cure e attenzione: quella delle piante e degli alberi della città. Amico albero e Museo delle foglie cadute ci hanno guidato in questa scoperta.

Nelle foto sotto alcuni dei libri che abbiamo letto e danzato e uno dei momenti conviviali a fine laboratorio. Le chiacchiere e la merenda sono state preziose cornici di scambio e confronto, oltre che conforto e mutuo aiuto. Il picnic finale alla Lunetta Gamberini infine è stato molto piacevole, ci ha fatto sentire quanto ci siamo allargati! Uscire dalla scuola di danza e portare i nostri corpi e le nostre danze all’aperto ha creato un bel ponte con il vivere quotidiano e lo spazio pubblico.

Per quanto riguarda Canopea, nel corso dei quattro appuntamenti presso la nostra scuola abbiamo riscontrato un bisogno di confronto e contatto sfociato in una profonda riflessione sul tema della prossimità e del tocco, sia da parte delle più giovani (adolescenti) che dei partecipanti più maturi. La comunità, composta da genitori, figlie e figli, nonni, zie… ha fatto emergere pensieri sull’incontro fisico con l’altro corpo, stimolati da un fare artistico condiviso, dalla possibilità di creare momenti bellissimi di “arte involontaria” come scrive Gilles Clement che passano dalla condivisione di peso e dall’esplorazione della propria voce in ascolto di quella altrui.

L’incontro con un’altra persona può generare conforto, farci sentire accolte, anche se occorre sempre tener presente il proprio margine e il proprio desiderio, non camuffare le proprie paure o disagi: entrare in un abbraccio, scivolare via… è un equilibrio sottile, da misurare ognuno su di sé, sfiorando l’altro, oppure sostenendolo anche nella distanza. Comporre a partire da dettagli anatomici e danzare a coppie la sequenza di un altro/a, sono tutti argomenti attraversati nel laboratorio che stanno conducendo il gruppo verso un momento di apertura a un pubblico del processo di creazione esplorato.

La seconda fase di Canopea è già iniziata: con gli interventi educativi e culturali curati dalla fotografa Sonia Maccari (autrice delle due foto qui sopra) e dalla videomaker Antonietta Dicorato che monterà la restituzione video del processo che sta continuando presso la Pinacoteca nazionale di Bologna, nelle bellissime sale degli affreschi di Mezzaratta.

Dopo aver mescolato gesti e suoni (con il supporto della musicista Laura Agnusdei), si moltiplicheranno le aperture verso i luoghi del patrimonio artistico della città, dal centro infatti la comunità di Canopea si sposterà verso la prima collina bolognese, ovvero verso l’Eremo di Ronzano, dove il 7 giugno è previsto un momento di apertura al pubblico.

Vi aspettiamo!

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