Fuori classe è una summer school gratuita dedicata al lifelong learning, pensata come uno spazio aperto di incontro tra chi si occupa di educazione, formazione, innovazione sociale, ricerca, cooperazione e terzo settore.

L’apprendimento continuo è una delle grandi sfide del nostro tempo.

Riguarda la scuola, ma anche il lavoro, il welfare, le comunità, le tecnologie, le disuguaglianze e le trasformazioni sociali che attraversano le nostre città.

Per questo vogliamo aprirci a nuove prospettive.

Durante le tre giornate alterneremo interventi curati da Archilabò, contributi selezionati attraverso una call pubblica, ospiti ed esperti invitati e momenti di discussione collettiva.

Porteremo il nostro sguardo e le nostre esperienze, ma FUORI CLASSE nasce soprattutto dalla volontà di aprire uno spazio di confronto ampio e plurale.

Perché “Fuori classe”?

  • Perché oggi l’apprendimento avviene sempre più spesso fuori dai contesti tradizionali.

  • Fuori dalle aule.

  • Fuori dai percorsi lineari.

  • Fuori dalle etichette che separano chi insegna da chi impara.

  • Fuori dal periodo di apprendimento scolastico e universitario.

  • Fuori dall’idea che si impari solo da giovani.

Tre giorni FUORI dalla CLASSE
per mettere in discussione tutto quello che sappiamo sull’apprendimento.

Tre giornate, tre prospettive

Giovedì 3 settembre

Metodologie

Come si insegna, e come si impara davvero?

C’è una distanza, spesso silenziosa, tra come pensiamo che funzioni l’apprendimento e come funziona davvero. La prima giornata prova a stare in quella distanza, a esplorarla senza fretta.

Gli insegnanti sono al centro di una trasformazione che il sistema fatica a riconoscere: si chiede loro di fare sempre di più, in contesti sempre più complessi, con strumenti di supporto che spesso non bastano. Allo stesso tempo, i confini tra apprendimento formale e informale si fanno sempre più porosi — si impara ovunque, in modi che le istituzioni faticano a vedere e valorizzare. Vale la pena chiedersi: cosa riconosciamo come apprendimento? Chi lo decide?

C’è poi la questione del divario tra sapere e saper fare, tra teoria e pratica, che attraversa ogni livello del sistema formativo. Come si progetta un percorso che sia davvero significativo, e non solo efficiente? E cosa vuol dire significativo per persone con storie, bisogni e punti di partenza diversi?

Sullo sfondo, il rapporto dialettico tra scuola e mercato si polarizza tra formare alla cittadinanza e formare al lavoro: è possibile una sintesi?

Infine, il lifelong learning nella sua dimensione più concreta — il re-skilling, l’up-skilling — rimane con una questione aperta: chi ha davvero accesso all’opportunità di continuare a imparare?

Venerdì 4 settembre

Strumenti

Le tecnologie cambiano il modo in cui si insegna e si apprende. Ma in che direzione, e con quali conseguenze?

È difficile parlare di tecnologia e formazione senza scivolare in uno dei due estremi: l’entusiasmo acritico o la diffidenza pregiudiziale. Eppure è proprio in mezzo a questi due poli che si gioca la partita più interessante.

Gli strumenti digitali hanno un impatto sistemico sul mondo della formazione. Ma la domanda su chi ne beneficia davvero, e in quali condizioni, resta spesso senza risposta. L’intelligenza artificiale è l’esempio più recente e più rumoroso: promette molto, cambia qualcosa, ma cosa esattamente, e per chi? Come si fa a valutarne il portato reale nei contesti educativi e lavorativi, al di là delle narrazioni dominanti?

C’è anche una questione più strutturale: il digitale e le sue accelerazioni ampliano o riducono il divario di competenze? La tecnologia arriva nei contesti formativi spesso senza essere davvero integrata — adottata per obbligo o per moda, senza che cambi qualcosa di sostanziale nel modo in cui si apprende e si insegna.

Costruire un rapporto critico e consapevole con gli strumenti che usiamo non basta: come possiamo trasformare i processi in maniera sistemica e funzionale?

Sabato 5 settembre

 Persone

La formazione continua non è neutrale. Riproduce disuguaglianze o le contrasta?

La formazione viene spesso raccontata come una risorsa universale, accessibile a tutti, capace di aprire opportunità indipendentemente da chi si è e da dove si viene. Ma i dati raccontano un’altra storia.

Le disuguaglianze educative non sono incidenti del percorso: sono strutturali, si intrecciano con quelle socio-economiche e geografiche, e tendono a riprodursi nel tempo. La povertà educativa non riguarda solo chi non ha accesso alla formazione — riguarda anche chi vi accede, ma non riesce a trovare in quell’esperienza qualcosa di trasformativo per la propria vita.

Chi rimane fuori dai sistemi formativi non lo fa per scelta. Lo fa perché quei sistemi sono stati pensati — spesso inconsapevolmente — per qualcun altro.

Le neurodivergenze, i percorsi migratori, le differenze culturali: tutto ciò che si discosta dalla norma implicita fatica a trovare spazio in contesti formativi ancora troppo rigidi.

La domanda che attraversa questa giornata è scomoda ma necessaria: la formazione è davvero una leva di emancipazione, o rischia di essere uno strumento di riproduzione di ciò che già esiste?

Come partecipare

Anna Mancuso

Matteo Borri

Proponi il tuo contributo

  • FUORI CLASSE nasce per accogliere prospettive diverse e favorire il confronto tra esperienze, pratiche e punti di vista.

  • Per questo abbiamo aperto una call for contributions rivolta a ricercatrici e ricercatori, insegnanti, formatrici e formatori, professioniste e professionisti dell’educazione, organizzazioni, cooperative e realtà del terzo settore.

  • Cerchiamo interventi che affrontino uno dei temi della Summer School attraverso:

    • ricerche e approfondimenti teorici;
    • esperienze e pratiche educative;
    • progetti e casi studio;
    • riflessioni che intrecciano teoria e pratica.

     

  • La call aprirà l’8 giugno e sarà possibile inviare contributi fino al 30 giugno 2026.

Iscriviti

  • È possibile partecipare gratuitamente a una, due o tutte e tre le giornate.

     

  • Il programma definitivo e le iscrizioni saranno disponibili su questa pagina a partire dal 30 luglio.

     

  • I posti per partecipare agli incontri sono limitati, ricorda di prenotare il tuo posto!

FUORI CLASSE prenderà forma all’interno di TEST – nuovo prototipo urbano, in Viale Carducci 30, a Bologna.

Un’area demaniale dismessa che si apre per sperimentare nuove forme di relazione, attivazione, produzione, socialità, cultura e immaginazione dei luoghi.

Per tre giorni proveremo a fare la stessa cosa con l’apprendimento: costruire uno spazio aperto e condiviso in cui mettere in circolo esperienze, pratiche e prospettive differenti per immaginare insieme nuovi modi di apprendere lungo tutto l’arco della vita.